Luz Bella que brilla

[ita] Era il 1973 quando dei contadini senza terra arrivarono da San Pedro e Caaguazú alle fertili terre dell’attuale Colonia Luz Bella. La strada non c’era, si arrivava via fiume contro corrente, non c’era acqua potabile né le generali provviste dei centri abitati. Decisero di fondare lì la propria comunità. Nel 1975 giunse la famiglia Gauto-Franco, di cui siamo stati ospiti un paio di settimane fa, per iniziare la propria vita presso l’arroyo “corso d’acqua” Limpia. Dopo 17 anni di sforzi, scontri e petizioni, riuscirono ad ottenere la podestà della loro Colonia. Il 2000 vide così la creazione della Asociación Campesina de Productores Alternativos y Ecológicos (A.C.P.A.E.-L.B.), che tuttora riunisce più di 150 famiglie. Fu allora che il problema sorse all’interno della stessa comunità: una parte lungimirante voleva dedicare un’ampia zona come riserva per proteggere l’ecosistema, la biodiversità e lasciare intatta una barriera naturale; un’altra parte arrivista voleva tutto lo spazio per costruire le proprie case, senza pensare che la natura un giorno avrebbe marciato contro. Oggi le due fazioni sono ancora opposte.

[eng] It was 1973 when no-land farmers arrived from San Pedro and Caaguazú to the fertile lands of current Colonia Luz Bella. There was no road, you could only arrive through the river upstream, there was neither drinkable water nor any type of inhabited places’ goods. It was there where they founded their community. In 1975 the family Gauto-Franco, who hosted us a couple of weeks ago, got there to start their life near arroyo “stream” Limpia. After 17 years of effort, struggle and petitions, they managed to obtain possession of their Colonia. The year 2000 saw the creation of Asociación Campesina de Productores Alternativos y Ecológicos (A.C.P.A.E.-L.B.), which still involves more than 150 families. Then problems started inside the very community: on one hand there was a forward-thinking side that wanted to dedicate a wide area as reserve to protect the ecosystem, the biodiversity and to keep an intact natural barrier; on the other one, a greedy side wanted the whole place to build their houses, without thinking that nature one day would have marched against. Today the two parties are still opposed.

[esp] Era el 1973 cuando unos campesinos sin tierra llegaron de San Pedro y Caaguazú a las fertiles tierras de la actual Colonia Luz Bella. No había ruta, se llegaba río arriba, no había agua potable ni las reservas generales de los centros habitados. Allí decidieron fundar su comunidad. En el 1975 vino la familia Gauto-Franco, quien nos alojó hace un par de semanas, para empezar su vida cerca del arroyo Limpia. Después de 17 años de esfuerzos, luchas y peticiones, consiguieron obtener la propriedad de su Colonia. El 2000 vio la creación de la Asociación Campesina de Productores Alternativos y Ecológicos (A.C.P.A.E.-L.B.), que todavía reúne más de 150 familias. Fue entonces que el problema surgió dentro de la misma comunidad: una parte iluminada quería dedicar una amplia area como reserva para proteger el ecosistema, la biodiversidad y dejar intacta una barrera natural; otra parte mas arribista quería todo el espacio para construir sus casas, sin pensar que la naturaleza un día podría marchar contra. Hoy las dos facciones siguen en oposición.

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[ita] Noi siamo stati dalla parte dell’ecologia, che durante gli anni ha potuto portare avanti grossi sogni dai più basilari dell’acqua e elettricità a quelli più impegnativi della gestione della radio comunitaria Luz Bella Comunicaciones, la produzione agroecologica e l’approvazione del progetto eco-urbanistico (pianificazione ecologica dell’area urbana). Purtroppo al momento questa loro distanza si allarga sempre più, al trovarsi di fronte un nuovo nemico: le coltivazioni transgeniche. La stessa storia: i contadini passano anni combattendo per terre vendute a grandi proprietari senza permessi, ma con tanto denaro e una volta guadagnate le riperdono per mano di un’altra minaccia. Sebbene ignari di questo loro passato turbolento, eravamo consapevoli delle loro attuali condizioni, anche se non immaginavamo fossero tanto problematiche. Ora, dopo una settimana trascorsa assieme, possiamo assicurarvi che queste persone sono davvero rivoluzionarie: per preservare e vivere in una zona di preziosa biodiversità circondata da ettari di soia geneticamente modificata, sojales, e per resistergli continuando con l’agricoltura agroecologica!

[eng] We stayed with ecology, which during the years could carry on great dreams from the most basic as water and electricity to those more demanding as managing the community radio Luz Bella Comunicaciones, the agroecological production and the approval of the eco-urban project (ecological planning of an urban area). Unfortunately, at the moment their distance is widening even more, while they face a new enemy: transgenic crops. Same old story: farmers spend years fighting for lands that were sold to big owners with no permits, but a lot of money and once they gain them they lose them again at the hands of another threat. Even though we ignored this troubled past of them, we were aware of their current conditions, though we didn’t imagine they were so hard. Now, after a week spent together, we can assure you that these people are really some revolutionaries: to preserve and live in a precious area of biodiversity surrounded by acres of sojales, fields of genetically modified soy, and to resist them by keeping at agroecological agriculture!

[esp] Nosotros estuvimos con la ecología, que durante los años pudo realizar grandes sueños desde los más básicos como agua y electricidad hasta los más exigentes como la gestión de la radio comunitaria Luz Bella Comunicaciones, la producción agroecológica y la aprobación del proyecto eco-urbanistico (planificación ecológica de la area urbana). Desafortunadamente ahora esta distancia se agranda aun más, al encontrarse frente a un nuevo enemigo: los cultivos transgénicos. La misma historia: los campesinos pasan años luchando por tierras vendidas a grandes dueños sin permisos, pero con mucho dinero y una vez ganadas las pierden de nuevo por manos de otra amenaza. Aunque no sabíamos de su pasado disturbado, estabamos concientes de sus actuales condiciones, si bien no podíamos imaginar que fueran tan difíciles. Ahora, tras una semana pasada juntos, podemos aseguraros que estas personas son verdaderamente revolucionarias: por preservar y vivir en una zona de preciosa biodiversidad circundada de hectáreas de sojales geneticamente modificados y ¡por resistir siguiendo con la agricultura agroecológica!

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[ita] Già dal Brasile avevamo visto questo fenomeno. È arrivato il momento di raccontarlo meglio.
Succede che in Paraguay c’è molta pubblicità di OGM per far presa su tanti contadini impoveriti che vorrebbero riuscire a produrre di più e avere una vita dignitosa. Succede che arrivano grandi multinazionali, con amministratori senza nomi tanto meno volti, con un mucchio di promesse e altrettanti prestanome. Succede che il contadino decide per esempio di piantare la soia transgenica. Gli offrono un pacchetto: semi OGM, erbicidi della stessa multinazionale, macchinari, supporto tecnico; la prima volta gli va bene, poi tutto ha un prezzo. Succede che il contadino non riesce più a pagare, non produce abbastanza, non ha più i vecchi semi. Succede che non si torna indietro: in quel momento avviene il land grabbing_un contadino in meno, una terra in più alle multinazionali. Succede che la maggior parte delle coltivazioni transgeniche vengono esportate per uso animale anche in Europa. Se questa è solo una sintesi di varie testimonianze raccolte lungo il viaggio, in Colonia Luz Bella siamo stati così vicino da visitare una famiglia che vive affianco a quella stessa soia geneticamente modificata.
Nilda Gauto aveva pensato di andarsene, invece è rimasta – con tutto il supporto dell’A.C.P.A.E.-L.B. – per ottenere un futuro migliore. Il presente infatti la vede costretta a rinchiudersi con i propri figli quando passano a fumigare e trattare i campi. L’ecosistema lì è stravolto, crescono solo plantas malas “erbacce”_segnale che la terra è impoverita, insetti e moschine sono a migliaia come impazzite, l’aria è più contaminata del solito. Le conseguenze principali sono la perdita della biodiversità, la perdita della terra, l’aumentare delle malattie. Finora chi vive lì, ha solo una misera barriera naturale a separarli da un mare di soia.

[eng] We had already seen this phenomenon in Brazil. It’s time to explain it better.
It happens that Paraguay has a lot of adverts on GMO to attract a lot of impoverished farmers who would like to produce more and have a worthy life. It happens that there come big multinationals, with administrators with no names nor faces, with as many promises as lend-names. For example, it happens that a farmer decides to plant transgenic soy. They offer him a packet: GMO seeds, herbicides of the same multinational, machines, technical support; the first time goes well, then everything has a price. It happens that the farmer cannot pay anymore, doesn’t produce enough, hasn’t got the old seeds anymore. That’s when land grabbing happens_one less farmer, one more land for multinationals. It happens that the majority of transgenic crops are exported for animal use also in Europe. If this is just a sum of various testimonies collected throughout this travel, in Colonia Luz Bella we were that close to visit a family who live next to that very genetically modified soy.
Nilda Gauto had thought to go away, but she stayed – with all support from A.C.P.A.E.-L.B. – to obtain a better future. In fact the present sees her forced to lock up herself and her children when fields are fumigated and treated. The ecosystem there is upside down, only planats malas “bad weeds” grow_a sign that the soil is impoverished, there are thousands of mad insects and little flies, air is more polluted than ever. The principal consequences are biodiversity loss, land loss, the increasing of diseases. So far those who live there only have a miserable natural barrier separating them from the soy sea.

[esp] Ya en Brasil vimos este fenómeno. Llegó el momento de contarlo mejor.
Pasa que ne Paraguay hay mucha publicidad de OGM para atirar a muchos campesinos empobrecidos que quieren producir más y tener una vida digna. Pasa que llegan las grandes multinacionales, con aministradores sin nombres ni caras, con muchas promisas y tantos prestanombres. Pasa que el campesino decide por ejemplo plantar soja transgénica. Le ofrecen un paquete: semillas OGM, herbicidas de la misma multinacional, máquinas, suporte técnico; la primera vez le va bien, después todo tiene su precio, pasa que el campesino no puede más pagar, no produce bastante, tampoco tiene las viejas semillas. Pasa que no se vuelve atrás: en ese momento pasa el land grabbing_un campesino menos, una tierra más para las multinacionales. Pasa que la mayoría de los cultivos transgénicos se exportan para uso animal también a Europa. Si esta solo es una suma de muchos testigos que estamos recogiendo a lo largo de este viaje, en Colonia Luz Bella estuvimos tan cerca como para visitar una familia que vive pegada a aquella misma soja geneticamente modificada.
Nilda Gauto pensó en irse, pero se quedó – con todo el suporte de la A.C.P.A.E.-L.B. – para obtener un futuro mejor. El presente de hecho la vee forzada a encerrarse con sus hijos cuando pasan a fumigar y tractar los campos. Allí el ecosistema está revuelto, solo crecen plantas malas_señal que la tierra está empobrecida, insectos y bichitos son miles como locos, el aire está aun más contaminado. Las consecuencias principales sono la pérdida de la biodiversidad, pérdida de la tierra, aumento de las enfermedades. Hasta ahora quien vive allí solo tiene una misera barrera natural que les separe de un mar de soja.

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[ita] In un ambiente meraviglioso, poco ascoltato dal governo, piegato dalla deforestazione e dalla rivoluzione verde, atterrito dalle proprie diatribe interne (l’aver perso parte della riserva naturale, sicuramente non ha aiutato a preservare l’area), le coltivazioni transgeniche stanno cercando di dare il colpo finale nell’era in cui l’agricoltura su larga scala non regge più. Dunque la questione è: stare passivamente ad osservare la disfatta o attrezzarsi per trovare un’alternativa? Evidentemente l’Associazione ha optato per la seconda, attuando delle tattiche di eco-resistenza che possano illuminare il cammino per la libertà ed auto-sufficienza della Colonia Luz Bella. Grazie alle interessanti spiegazioni di Julio, Nilda e dei genitori Don Franco e Ña Emeteria, sappiamo che la comunità sta facendo passi da gigante per vedere i propri diritti riconosciuti. Prima di tutto continuano a coltivare in maniera agroecologica, mantengono orti familiari per il proprio sostentamento e allevano i loro animali su terre sane. Poi si passa all’istruzione: la loro scuola agricola si impegna ad insegnare l’educazione ambientale e si propone l’inserimento lavorativo dei giovani nel mondo agricolo in cui crescono, creando così un forte senso di appartenenza. Dentro quest’insieme rientra la Radio Comunitaria Luz Bella Comunicaciones, che con un notevole taglio ecologico diffonde notizie, interviste, esperienze locali che sensibilizzano la comunità. Poi ancora, c’è da completare il progetto eco-urbanistico per la costruzione di più di 70 nuove abitazioni, una chiesa, un centro sanitario, uno sportivo, una piazza ed altri luoghi pubblici che possano dare maggiore autorità alla Colonia e far sì che i sojeros “coltivatori di soia” si allontanino. Infine, un’altra delle loro tattiche è l’apertura verso l’esterno ossia aumentare la propria pubblicità e socialità sulla rete per attirare l’attenzione di chi, come noi, viene per conoscere ed osservare la situazione. Questo, per esempio, ha fatto sì che recentemente una dottoranda spagnola passasse due anni con la comunità, riuscendo a girare il documentario Luz Bella desde la Eco-Resistencia mostrato proprio in questi giorni.

[eng] In a fantastic environment, unheard from the government, bent by deforestation and green revolution, worn out by their internal contrasts (surely having lost part of the reserve hasn’t helped in preserving the area), transgenic crops are trying to knock it down in the age when large scale agriculture doesn’t cope anymore. So the question is: to stay passively observing the defeat or to actively find an alternative? Evidently the Association chose the second option, putting into practice some eco-resistance tactics that can illuminate a path for Colonia Luz Bella’s freedom and self-sufficiency. Thanks to the interesting explanations of Julio, Nilda, parents Don Franco and Ña Emeteria, we know that their community is achieving a lot in terms of rights. Above all they continue to cultivate in the agroecological way, they keep family gardens for their self-production and they breed their animals on healthy soils. Then there is education: their rural school puts effort into teaching environmental education and it proposes youth introduction to work in the same agricultural world where they grow up, thus creating a high sense of belonging. Within this circle is included radio community Luz Bella Comunicaciones, which with its defined ecologic cut spreads local news, interviews, experiences that raise awareness among the community. Then again there is the eco-urban project in progress for the construction of more than 70 new homes, a church, a health centre, a sports’ one, a square and other public places that could give more authority to the Colonia as to make sojeros “soy’s cultivators” go away. In the end, another of their tactics is their openness towards the outside, that is increasing their advertising and web sociability to attract the attention of those who, like us, come to get to know and observe the situation. For example, this recently called a Spanish PhD to spend two years with the community, being also able to film the documentary Luz Bella desde la Eco-Resistencia shown these very days.

[esp] En un ambiente maravilloso, poco escuchado por el gobierno, torcido por la deflorestación y la revolución verde, debilitado por sus contrastes internos (la pérdida de parte de su reserva natural, seguro no ha ayudado en preservar la zona), los cultivos transegénicos estan intentando dar el golpe final en la era donde la agricultura en grande escala no aguanta más. Entonces la cuestión es: ¿estar pasivamente a observar la derrota o tractar de encontrar una alternativa? Es evidente que la Asociación optó por la segunda, actuando algunas tácticas de eco-resistencia que puedan iluminar el camino para la libertad y auto-suficiencia de la Colonia Luz Bella. Gracias a las interesantes explicaciones de Julio, Nilda y los padres Don Franca y Ña Emeteria, sabemos que la comunidad está haciendo mucho para ver sus derechos reconocidos. Ante todo siguen cultivando de manera agroecológica, mantienen huertas familiares para su sustento y crian animales en tierras sanas. Después hay la educación: su escuela agrícola se empeña en enseñar la educación ambiental y propone la iniciación laboral de los jóvenes en el mundo agricultural donde crecen, creando así un fuerte sentido de pertenencia. En este circulo esta incluida la Radio Comunitaria Luz Bella Comunicaciones, que con un notable corte ecológico difunde noticias, entrevistas, experiencias locales que sensibilizan la comunidad. Además hay por completar el proyecto eco-urbanistico para la construcción de más de 70 viviendas, una iglesia, un centro de salud, uno deportivo, una plaza y otros lugares públicos que puedan donar más autoridad a la Colonia y así alejar a los sojeros. Por fin, otra de sus tácticas es su abertura hacia el exterior o sea aumentar la publicidad y la socialidad en la red para atirar la atención de personas, como nosotros, que vienen para conocer y observar la situación. Esto por ejemplo hizo que una doctoranda española pasara dos años con la comunidad, realizando también el documental Luz Bella desde la Eco-Resistencia estrenado en este mismo periodo.

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[ita] Poi siamo arrivati noi, con la nostra ricerca indipendente, ad imparare da queste persone che sono pozzi di saggezza. Vi scriviamo di loro con particolare attenzione, perché questa abbiamo ricevuto durante la nostra permanenza. Ve ne scriviamo perché, ancora una volta, vorremmo che chi fosse in dubbio riguardo agli alimenti transgenici si ravvedesse e capisse che questi non salveranno il mondo dalla povertà né aumenteranno la produzione agricola a lungo termine. Questi stanno distruggendo la terra, la vita e dando da mangiare a molte poche persone. Alla luce dei dibattiti sul trattato TTIP, vi invitiamo a considerare le ambigue dinamiche economiche dietro all’agricoltura mondiale e soprattutto ad informarvi (nonostante appaia complicato!) e a ricercare in quale cibo vanno a finire tutti gli OGM prodotti. Vi ricordiamo inoltre che nonostante l’Europa li abbia apparentemente vietati, non significa che ne sia inerme già che questi entrano per via indiretta attraverso l’alimentazione animale e numerosi prodotti importati o derivati. Quindi l’importante considerazione da fare è: alle spalle di chi tutto questo sta avvenendo?
Noi abbiamo riflettuto molto su queste tematiche, mentre eravamo immersi nella contrastante agroecologia familiare. Pensavamo ad esempio ai yuyos ovvero i rimedi naturali usati quotidianamente dai nostri ospiti. Cortecce d’albero, piante, erbe, radici – adoperate nel té o nel terere per motivi di cura e sollievo – hanno accompagnato le nostre giornate segnando la loro profonda conoscenza farmacologica. Questi elementi esistono proprio grazie alla grandiosa biodiversità della zona, minacciata appunto dalle monocolture transgeniche, senza la quale evidentemente anche l’antica tradizione della medicina naturale sparirebbe.

[eng] Then we arrived, with our independent research, to learn from these people like drinking from wells of knowledge. We write about them with particular attention as this is what we received from them during our stay. Once again, we write about them as we wish that all those who are still doubting about transgenic food could reflect and understand that these won’t save the world from poverty nor they will increase long term agricultural production. These are destroying lands, life and feeding very few people. Upon recent debates on treaty TTIP, we invite you to consider the ambiguous economic dynamics behind world agriculture and most of all to inform yourselves (despite difficulties!) and look up where GMO products are contained. Besides we remind you that although Europe has apparently forbidden them, it doesn’t mean it’s free from them seeing as they indirectly come through animal supplies and numerous imported products and derivatives. So, an important consideration would be: behind whose back is this happening?
While we were submerged in the contrasting familiar agroecology, we thought a lot about such topics. For example, we thought about yuyos “natural remedies” daily used by our hosts. Trees barks, plants, herbs, roots – taken with tea or terere both for relief and cure – accompanied our days expressing their profound pharmacologic knowledge. These elements actually exist thanks to the area’s great biodiversity, indeed threatened by transgenic monocultures, without which even the ancient tradition of natural medicine would disappear.

[esp] Así llegamos, con nuestra investigación independiente, para aprender de estas personas que son pozos de sabiduría. Escribimos sobre ello/as con atención porque esta recibimos de ello/as durante nuestra permanencia. Escribimos sobre ello/as porque, de nuevo, queremos que todos los que estén en duda sobre los alimentos transgénicos puedan reflexionar y comprender que estos no van a sacar el mundo de la pobreza ni aumentaran la producción agricula en el largo plazo. Estos están destruyendo la tierra, la vida y dando de comer a muy pocas personas. Tras los recientes debates sobre el tractado ATCI, os invitamos a considerar las ambiguas dinámicas detrás de la agricultura mundial y sobre todo informarse (¡no obstante las dificultades!) y controlar donde se encuentran los productos OGM. Además os recordamos que aunque Europa los haya aparentemente prohibido, no significa que esté libre dado que estos entran por vias indirectas a través de la comida animal y de productos importados o derivados. Entonces una importante consideración sería: ¿a quién le está pesando y afectando todo esto?
Nosotro/as reflexionamos mucho sobre estos temas, mientras estuvimos imergidos en la contrastante agroecología familiar. Pensamos por ejemplo en los yuyos o sea los remedios naturales tomados diariamente por nuestros hospederos. Cortezas de árboles, plantas, hierbas, raices – en el té o terere como alivio o para curar – acompañaron nuestros días expresando su profunda conociencia farmacológica. Estos elementos existen solo por la gran biodiversidad de la zona, por cierto amenazada por los monocultivos transegénicos, sin cual también la antigua tradición de la medicina natural desaparecería.

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[ita] Quindi non ci resta che ringraziare le donne Emeteria e Nilda per averci fatto appassionare ai loro saperi etno-botanici. Gli auguriamo di essere protette durante tutti i progetti futuri, di realizzare i desideri decennali e continuare a prendersi cura della propria terra, così come delle loro famiglie! Con orgoglio vi raccontiamo della trasmissione radio a cui siamo stati invitati, che potete ascoltare qui, e della presentazione in riunione ad alcuni membri dell’Associazione. Gli rendiamo grazie anche per tutte le passeggiate fatte, per l’ottimo cibo assaggiato e per la disponibilità a parlare in spagnolo, nonostante il guaranì sia la loro lingua madre. Promettiamo loro che un giorno torneremo per dei nuovi progetti di collaborazione e promettiamo a voi che continueremo a raccontarvi, sotto altre forme, di questa bella atmosfera familiare-rivoluzionaria. Per vedere come abbiamo salutato la Colonia Luz Bella e il Paraguay, potete guardarci in questo video. Vi lasciamo da Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, da cui siamo già partiti per una nuova scoperta… accompagnateci!

[eng] Therefore we only have to thank women Emeteria and Nilda for making us passionate about their ethno-botanic knowledge. We wish them to be protected during their future projects, to realise all long-living desires and to keep caring for their land and families! We can proudly acknowledge the radio program we were invited to, which you may listen to here, and the introduction in a meeting to some members of the Association. Finally, we thank them for the walks, their tasty meals and their good disposition in speaking Spanish, even though Guarani is their mother tongue. We promise them that one day we’ll be back with new collaborative projects and we promise you that we’ll keep telling, through other forms, about this nice familiar-revolutionary atmosphere. To see how we said goodbye to Colonia Luz Bella and Paraguay, you may watch us in this video. We leave you from Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, from which we’ve already departed towards a new discovery… accompany us!

[esp] Así que tenemos que darle las gracias a las mujeres Emeteria y Nilda para apasionarnos a sus conocimientos etno-botánicos. Esperamos que estén protegidas en sus proyectos futuros, que los deseos de décadas les vayan bien y que sigan cuidando de su tierra y de sus familias! Con orgullo les contamos que nos invitaron a una programación radiofónica, que pueden escuchar aquí, y nos presentaron en una reunión a unos miembros de la Asociación. También les agradecemos por los paseos, las comidas sabrosas y su buena disposición en hablar español, aunque guaraní es su lengua madre. A ello/as prometemos que un día volveremos con nuevos proyectos de colaboración y a vosotros/as que seguiremos contando, con otras formas, de esta linda atmósfera familiar-rivolucionaria. Para ver como saludamos la Colonia Luz Bella y el Paraguay, pueden mirar este video. Os dejamos desde Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, de donde ya partimos para un nuevo descubrimiento.. ¡acompáñenos!

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