Cidades sem fome

[ita] L’ultimo giorno a São Paulo abbiamo provato a rispondere alla domanda con cui questo blog è stato inaugurato: abbiamo bisogno di costruire un futuro sostenibile concentrandoci sulla coltivazione urbana. Le città da sempre sono dipese dalle campagne, ma oggi pensiamo siano in grado di reggere la responsabilità di un’economia solidale.

[eng] On the last day in São Paulo we tried to answer to the question that opened this blog: we need to build a sustainable future focusing on urban cultivation. Cities have always depended from the countryside, but today we think they’re capable of carrying the responsibility of ethical economy.

[esp] En nuestro último día en São Paulo intentamos responder a la pregunta que abrió este blog: necesitamos construir un futuro sustentable empezando por la cultivación urbana. Las cidades siempre han dependido de las campañas, mas hoy pensamos que tienen capacidades para la responsabilidad de la economía solidal.

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[ita] Quest’idea si è rafforzata dopo la visita alla ong Cidades Sem Fome, creata nel 2003 da Hans per impiantare orti sia in zone periferiche di vulnerabilità sociale sia in aree non edificabili: la gente va, pulisce ed occupa per farne terreno coltivabile. Lo si fa per la comunità, per la salute, per vendere ed avere un punto d’accesso a verdura e frutta fresca. La ong, come ci dice Jonas in ufficio, “aiuta queste persone ad aiutarsi”… dando supporto tecnico-amministrativo all’organizzazione generale dell’orto, per garantire una produzione organica a basso costo durante tutto l’anno. È importante dire che la gente con cui collabora spesso ha solide conoscenze in campo agricolo, anche perché la maggior parte di essi proviene dal nord est del Brasile_stati più poveri e di base rurale. Infatti l’obiettivo di Cidades sem Fome non è insegnare, bensì migliorare la sicurezza/sovranità alimentare e la socialità delle comunità, creando una rendita per le famiglie meno abbienti. Finora sono 22 gli orti stabilitisi con tanta soddisfazione e gratitudine; i giovani si dimostrano abbastanza interessati, ma questo tipo di attività è rivolta soprattutto a persone più anziane per tre motivi: la loro conoscenza, il reddito basso e l’abbondanza di tempo libero.

[eng] This idea grew on us after our visit to the ngo Cidades Sem Fome, created in 2003 by Hans to start gardens both in the outskirts with social vulnerability and non-building areas: people go, clean and occupy to make them into cultivation land. They do it for the community, health reasons, to sell and have an access point to fresh fruit & vegetables. The ngo, as Jonas tells us at the office, “help them to help themselves”… providing technical and administrative support to the garden’s general organisation, in order to guarantee low cost organic production throughout the whole year. It’s important to say that the people they collaborate with often have a solid grounding in the field, as many of them come from North-East Brazil_poorer and rural-based states. In fact Cidades sem Fome’s goal isn’t to teach, instead they work to improve food security/sovereignty and sociability in the communities, also creating wages for more needy families. So far 22 gardens have been settled with great satisfaction and gratefulness; young people are becoming interested, though this kind of activities mostly address elderly people for three reasons: their knowledge, low income and abundance of spare time.

[esp] Esta idea se fortaleció tras nuestra visita a la ong Cidades Sem Fome, creada en 2003 por Hans para empezar huertas en las periferias con más vulnerabilidad social y en las zonas no edificables: las personas van, limpian y ocupan para transformar en terreno cultivable. Lo hacen para la comunidad, las cuestiones de salud, para vender y tener un punto de acceso a verdura y fruta fresca. La ong, como nos dice Jonas en la oficina, “los ayuda a ayudarse”… ofrecendo suporte técnico-administrativo a la organización general de la huerta, para asegurar una producción orgánica a bajo costo durante todo el año. Es importante decir que las personas con quien colaboran solitamente tienen buenos conocimientos en materia agrícola, como muchos de ellos provienen del nordeste de Brasil_estados pobres y más rurales. De hecho el objetivo de Cidades sem Fome no es enseñar, sino que mejorar la seguridad/soberanía alimental y la socialidad de las comunidades, creando también entradas para las familias más en dificultad. Hasta ahora 22 huertas fueron establecidas con mucha satisfación y gratitud; los jóvenes empiezan a interesarse, aunque este tipo de actividad se dirige a personas mayores por tres razones: su conociencia, la escasez de dinero y mayor tiempo libre.

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[ita] Ecco perché abbiamo piacere di descrivere la nostra giornata passata a visitare due orti storici, accompagnati dall’agro-tecnico Regis. Di mattina dopo la chiacchierata in ufficio siamo stati a conoscere la Horta da Tia Bela dove ci ha accolto una simpatica signora, che con sorrisi e ringraziamenti ci ha narrato la sua storia. Dona Bela si occupa di questo luogo da circa quattordici anni, ma da due anni a questa parte sono state migliorate le tecniche di coltivazione per accrescere la produzione e poter così vendere con maggiore sicurezza. Regis ci dice con orgoglio che il segreto più grande è la terra, dove comincia tutto: “se i bambini mangiano bene stanno in salute, lo stesso vale per le piante”, e per quelle di Tia Bela non viene usato nessun prodotto chimico e le tecniche adottate rispettano a pieno i principi dell’agroecologia. Gli unici pesticidi che troviamo qui sono i fiori o altre piante che attirano gli insetti minacciosi, inoltre riscopriamo con sorpresa il metodo dell’uovo. Notiamo che anche loro recuperano l’acqua piovana, tuttavia ci viene detto che il sistema più efficiente per risparmiare l’acqua è la cobertura morta “la paciamatura”, che copre fino al 60% del consumo. Dopo un buon caffè preso tutti assieme, i vari saluti a galline ed oche, la spesa di cavoli, uova e quant’altro.. lasciamo Tia Bela per esplorare un’horta un po’ più grande.

[eng] That is why we’re glad to describe our day spent visiting two historical gardens, accompanied by agro-technician Regis. In the morning after our chat in the office we got to know Horta da Tia Bela where we were welcomed by a nice smiling lady who told us her story. Dona Bela’s been taking care of the place for the last fourteen years, but since two years its cultivating techniques have been adapted to improve production as to sell with more security. Regis proudly says that the biggest secret is the soil where everything begins: “if children eat well they stay healthy, the same for plants”, certainly those of Tia Bela do not get any chemical product and the techniques fully follow agroecological principles. The only pesticides that we find here are flowers or other plants that attract threatening insects, besides we discover the egg method once again. We notice that they also collect rainwater, however what we are told is that the most efficient system to save water is cobertura morta “mulching”, which covers up to 60% of its use. After a tasty coffee all together, plus hail to the hens and geese, bags of cabbage, eggs and more.. we leave Tia Bela to explore a bigger horta.

[esp] Por eso nos alegramos de describir nuestro día pasado visitando dos huertas históricas, acompañados por el agro-técnico Regis. Por la mañana después de la conversación en la oficina fuimos a conocer la Horta da Tia Bela, donde nos acogió una señora muy amable que nos ha contado su historia. Dona Bela se ocupa de este lugar desde hace catorce años, pero en los últimos dos se mejoraron las técnicas de cultivación para aumentar la producción para poder vender con más seguridad. Regis dijo orgulloso que el secreto más grande es la tierra donde empieza todo: “si los niños comen bien estan en salud, lo mismo para las plantas”, ciertamente esas de Tia Bela no reciben ningún producto químico y las técnicas adoptadas siguen plenamente los prinicpios agroecológicos. Los únicos pesticidas que encontramos aquí son las flores u otras plantas que atraen insectos peligrosos, además descubrimos otra vez el método del huevo. Notamos que ellos también recogen agua de lluva, mas lo que nos dijeron es que el sistema más eficiente para ahorrar agua es la cobertura morta “mantillo” que cubre hasta 60% de su uso. Después de un muy buen café, varios saludos a gallinas y patos, compra de col, huevos y más… dejamos Tia Bela para explorar una horta más grande.

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[ita] Là incontriamo i famosi don Genival e dona Sebastiana. Il brincadero “scherzoso” signore proveniente da Pernambuco ci fa da guida mostrandoci con adorazione cosa e come coltiva e l’immensa pila di compostaggio. Lungo i due lati dell’orto crescono tante bananeras e grazie a sua moglie Sebastiana abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare una pietanza locale, banana verde pão “pane” bollita e poi passata al forno. Mentre lei preparava il piatto, noi seduti sotto la tettoia di legno che portava al cucinotto potevamo osservare i clienti che venivano a comprare i prodotti organici. Entusiasti, abbiamo deciso di condividere anche il pomeriggio con la coppia e la nostra merenda si è trasformata nell’invito a rimanere per pranzo: arroz, fejão, couvi, bananas fritas, insomma… era come mangiare dalla nonna!

[eng] There we meet famous don Genival and dona Sebastiana. The brincadero “joking” man from Pernambuco shows us around pointing out what and how they cultivate together with the huge compost pile. Along both sides of the garden many bananeras grow and thanks to his wife Sebastiana we had the opportunity to try a local dish, green banana pão “bread” boiled and put in the oven. While she was cooking, we sat under the wooden roof that led to the kitchen observing customers who came to buy organic products. Being very happy, we decided to share our afternoon too with the couple and this is how our snack became an invitation to lunch: arroz, fejão, couvi, bananas frita, you know… it was like eating at grandma’s!

[esp] Allí encontramos los famosos don Genival y dona Sebastiana. El brincadero “chistoso” señor originario de Pernambuco nos guia para mostrarnos como y que cultiva junto a la montaña de compostaje. En ambos lados de la huerta crecen muchas bananeras y gracias a su mujer Sebastiana tuvimos la oportunidad de probar una comida local, banana verde pão “pan” hervida y pasada en el horno. Mientras ella preparaba el plato, nosotros sentados bajo un techo de madera que llegaba hasta la cocina podíamos observar los clientes que venían a comprar los productos orgánicos. Felices, decidimos de condividir la tarde también con la pareja y fue así que nuestra tapa se convirtió en una invitación a quedarnos para almorzar: arroz, fejão, couvi, bananas fritas, bueno… ¡como comer en casa de la abuela!

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[ita] Un blog non rende giustizia alla quantità di notizie che stiamo raccogliendo in questo viaggio… oltre al fatto che non può esprimere totalmente ciò che stiamo vivendo e quante emozioni ci stanno regalando le persone incontrate finora. Così per fare noi un regalo a loro, vi diciamo a voce alta che gli orti di Cidades sem Fome non usano agrotossici ed il ricavato va direttamente ed interamente alle famiglie, che a loro volta proteggono la propria terra locale.

[eng] A blog doesn’t do justice to the amount of news that we are collecting in this travel… besides it cannot fully express what we’re experiencing and how many emotions we receive from the people we’ve met so far. So to make a gift, we tell you out loud that Cidades sem Fome’s gardens do not use agrotoxics and the income goes entirely and directly to the families who in turn protect their own local land.

[esp] Un blog no puede rendir la cantidad de noticias que estamos recogiendo en este viaje… además que no puede expresar totalmente lo que estamos viviendo y cuantas emociones nos están regalando las personas encontradas hasta ahora. Así para hacer nosotros un presente a ellos, os decimos en voz alta que las huertas de Cidades sem Fome no usan agrotóxicos y las entradas van directamente e interamente a las familias, que en cambio protegen su propria tierra local.

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